Vincenzo Manes

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Il Comune di Milano nomina Manes consigliere per la Triennale

Lentamente si sta componendo il puzzle della nuova Triennale.

La Regione ha già scelto: a sedersi al tavolo del consiglio d'amministrazione della Fondazione sarà il governatore uscente Roberto Maroni. Lo stesso ha fatto l'assemblea dei sostenitori della Fondazione Triennale che ha votato come proprio rappresentante, Elena Tettamanti, curatrice, architetto e presidente degli «Amici della Triennale».

Ieri è stata la volta del Comune di Milano che, dopo aver selezionato i curricula di tredici candidati, ha optato per il "turn over" preferendo Vincenzo Ugo Manes (ideatore della Fondazione Dynamo, nominato dall'allora premier Renzi consigliere pro bono di Palazzo Chigi per il sociale) e Antonio Calabrò (giornalista e scrittore, è responsabile Cultura di Confindustria, vicepresidente di Assolombarda e consigliere delegato della Fondazione Pirelli) ai consiglieri uscenti voluti dal compianto presidente Claudio De Albertis.

Ora toccherà al Ministero dei Beni Culturali formalizzare la nomina di Stefano Boeri che successivamente verrà eletto presidente.

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Dynamo Camp è bene comune

Alla tradizionale giornata con i propri interlocutori istituzionali, che anticipa l'Open Day annuale, il fondatore della fondazione, che compie 10 anni, ha presentato lo stato del progetto e gli obiettivi di sviluppo futuri. Tra le novità un Executive Course in Alta Formazione in collaborazione con Fondazione Adriano Olivetti.

"Dynamo Camp è bene comune". Così Enzo Manes, fondatore del primo camp di Terapia Ricreativa in Italia, che ha aperto le porte nel 2007, ha presentato il progetto nell'annuale appuntamento con i propri interlocutori istituzionali.

La giornata, ormai tradizionale, ha l'obiettivo di presentare lo stato del progetto e obiettivi di sviluppo a istituzioni, partner, sostenitori, donatori, e coinvolge staff, volontari, amici. L'Open Day è proseguito con porte aperte al pubblico, dalle 11.00 alle 18.30 per far conoscere come Dynamo accoglie bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche, con l'obiettivo di offrire vacanza e svago ma soprattutto di contribuire a far riacquisire fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. E come lo fa anche per le loro famiglie.

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Primo premio Burgio a Enzo Manes

Il premio Burgio a Enzo Manes: il riconoscimento alla memoria di uno dei padri della pediatria moderna all’uomo che ha fondato e presiede Dynamo Camp, struttura che ha portato in Italia la “terapia ricreativa” per aiutare i bambini affetti dalle patologie più gravi (e le loro famiglie) ad affrontare terapie pesantissime. «È un onore, un onore e un grande orgoglio essere premiato qui a Pavia – ha ringraziato Manes premiato nell’aula magna del collegio Ghislieri –. Ma è un onore soprattutto essere premiato da chi ogni giorno opera dalla parte dei bambini. Un premio nel nome del grande professor Burgio, di questa università, del collegio Ghislieri: davvero è una serata indimenticabile». «La storia della clinica pediatrica pavese è una grande storia – ha ringraziato a sua volta Gianluigi Marseglia, direttore della clinica pediatrica –. Una storia della quale dobbiamo essere tutti orgogliosi». «Burgio era un maestro – ha ricordato il rettore dell’università Fabio Rugge – e come celebrare oggi i maestri? Occorre riassumersi i loro impegni e promettersi lo stesso impegno e la stessa dedizione».

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Una Fondazione per il bene comune - Enzo Manes

Con la pubblicazione dello statuto in Gazzetta Ufficiale la Fondazione Italia Sociale non è più soltanto un’idea. Dopo un lungo percorso legislativo, intrecciato con la riforma del Terzo settore, il progetto prende finalmente avvio. L’Italia avrà, per la prima volta, uno strumento simile a quanto esiste in altri paesi, nei quali sollecitare l’uso di risorse private per affrontare problemi sociali è una priorità nazionale e non un compito affidato esclusivamente alla buona volontà dei singoli cittadini.

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Attenti al Tecno-ottimismo serve più inclusione sociale

L’ideologia della Silicon Valley non è solo affascinante, ma anche rassicurante. Saranno mercato e tecnologia a salvare la società. Interrogando i big data e mettendo al lavoro gli algoritmi dell’intelligenza artificiale si può trovare una soluzione a una grande quantità di problemi, anche con implicazione sociali. E’ questione solo di tempo, e neppure molto. La rivoluzione digitale promette di rendere obsoleto gran parte dell’armamentario di regole e strumenti che ancora ci trasciniamo dal secolo scorso. Saranno sempre più numerosi gli ambiti in cui i sistemi basati su tecnologie intelligenti potranno prendere decisioni più rapidamente e con minori condizionamenti (e possibilità di errore) di noi umani. Già avviene per funzioni che non credevamo possibile automatizzare, dalle diagnosi mediche alla guida autonoma.

Lasciamo dunque che il progresso tecnologico faccia il suo corso, non ostacoliamolo.

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L'academy sulle colline pistoiesi: E Manes con Dynamo fa scuola ai CEO

“Se fai del bene alla comunità dai del bene anche alla tua impresa”. Serena Porcari, presidente di Dynamo Academy, spiega così l’impegno sempre più diffuso in molte aziende rispetto al sociale. Un impegno che richiede anche preparazione: “Abbiamo aperto questa nuova attività per promuovere la cultura dell’impresa sociale attraverso servizi di consulenza e formazione rivolti alle aziende e alle istituzioni”.

Una cultura e un modello importato dagli States: nel 1999 la star hollywoodiana Paul Newman aveva dato vita al Cecp (Committee Encouraging Corporate Philanthropy) riunendo un gruppo di imprenditori sintonizzati su questa sua stessa lunghezza d’onda. Il network comprende ancora oggi oltre 150 rappresentanti di marchi aziendali di vai settori che tutti insieme rappresentazione un fatturato di 7 trilioni di dollari.

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Il Master Civile dei giovani

I giovani italiani con un'età compresa tra i 15 e i 29 anni, che non studiano né lavorano, sono 2,3 milioni. Uno su quattro. Il presidente della Bce Mario Draghi teme che l'Europa, nel suo cupo immobilismo, rischi di perdere un'intera generazione.

Il dato dell'Istat sui cosiddetti Neet (Not in education, employment or training) ne è una drammatica prova. Secondo il recente studio dell'Istituto Toniolo, il 75,6 per cento dei giovani italiani ritiene che il Paese offra le peggiori opportunità in Europa. Non si può dire che il governo non sia impegnato su questo fronte. Anche il disegno di legge sul terzo settore, sul volontariato — che la Camera dovrebbe licenziare definitivamente a metà maggio — contiene novità significative.

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L'impresa sociale torna in sella in Parlamento

Potrebbe riprendere in questi giorni il suo cammino parlamentare la legge delega per la Riforma del Terzo settore.

Ad annunciarlo è stato ieri il sottosegretario al Welfare, Luigi Bobba, all'incontro organizzato dall'Università degli Studi di Milano Bicocca per discutere in particolare della revisione della legge sull'impresa sociale, che costituisce uno dei punti più qualificanti, e dibattuti, dell'intero impianto della riforma. “Il presidente della commissione Bilancio del Senato - ha detto Bobba comunicherà domani (oggi per chi legge, ndr) i pareri della sua commissione, coi quali sarà possibile poi procedere con la discussione nella commissione Affari Costituzionali, che è la commissione di merito, forse già domani stesso o mercoledì”.

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