Vincenzo Manes

Dynamo Camp diventa l'ateneo della solidarietà

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Dynamo Camp diventa l'ateneo della solidarietà Ieri e oggi, sulla Montagna pistoiese, la presentazione dei nuovi progetti: gli imprenditori sociali di domani si formeranno a contatto con i piccoli

Gli imprenditori sociali di domani? Si creano a Dynamo Camp di Bimestre, sulla montagna pistoiese. Un percorso di alta formazione manageriale in imprenditoria sociale, organizzato da Fondazione Dynamo e fondazione Adriano Olivetti, in collaborazione con l’Università Bocconi di Milano, è la novità 2015 annunciata ieri da Vincenzo Manes, presidente della Fondazione Dynamo, e Serena Porcari, consigliere delegato, nel corso dell’Open day che questo weekend, come ogni autunno, di svolge a Limestre.

Dopo la giornata istituazionale di ieri (presente, tra gli altri, il ministro Maria Elena Boschi), oggi l’accesso è libero per tutti i curiosi. Dynamo Camp è il primo campo di terapia ricreativo in Italia che, aperto nel 2007, su iniziativa della fondazione Dynamo (venture philantropy nata nel 2003 da un’idea di Vincenzo Manes), accoglie per periodi di vacanza e svago, bambini ragazzi dai 6 ai 17 anni affetti da patologie gravi e croniche. Da quest’anno l’attività ha raggiunto anche a domicilio circa 600 piccoli malati, grazie ad un super-camion attrezzato.

Inserito nella rete mondiale Serous Fun Children’s Network fondata da Paul Newman - Dynamo camp, in questi 8 anni di attività è stato un universo in crescita. Una metafora usata dallo stesso Menes. “In cielo esiste un asteroide che di chiama Dynamo Camp - ha detto, proiettando un certificato della Nasa sul maxischermo, davanti a circa due mila persone fra giornalisti, sostenitori, donatori,(quasi 3mila nel 2013) e volontari affluiti ieri a Limestre da tutta Italia - ce lo ha dedicato il gruppo di astrofili della Montagna pistoiese che, dall’osservatorio San Marcello, lo ha scoperto. Oggi, guardando Dynamo, vedete però anche tanti asteroidi più piccoli: sono tutti i nostri progetti”.

Fra questi una impresa sociale nata nel 2010 che fornisce spazi, servizi e formazione nel campo della social education. Da Aci a Ikea Italia, da Bosch a Hilton, sono sempre può numerose le aziende che decidono di far partecipare i propri dipendenti alle attività di team building e volontariato aziendale organizzate da Dynamo, che così può sfruttare gli ampi spazi del Campo di Limestre - inserito in 900 ettari di Oasi natale WWF dai 500 ai 1100 metri di quota, comprensivo di teatro, piscina, parco avventura, camere - anche nei periodi liberi dalle sessioni di terapia ricreativa. A Limestre si svolgerà una parte delle ore di formazione del nuovo master di imprenditoria sociale Adriano Olivetti e per il futuro si pensa già ad un college interno a Dynamo dove gli studenti potranno trascorrere periodi di soggiorno-studio. “Il valore di Dynamo è dato dall’impatto sociale dei suoi progetti - ha dichiarato Manes accanto ai numeri c’è metodo di immaginare un futuro non ancorato agli schemi del passato.

Stiamo lavorando per favorire l’ispirazione e l’azione dei buoni imprenditori sociali”. Così in quello che una volta era un vecchio stabilimento industriale della SMI (società metallurgica italiana) in disuso, oggi sorge il Camp che dal 2007 finora ha ospitato gratuitamente 4622 bambini, quando soli, quanto con le loro famiglie a seguito, coinvolgendoli in attività di ogni tipo: dal nuoto, alle arrampicate; e ancora il cammino ad alta quota e la creazione di opere d’arte esposte alla Dynamo Gallery e di brevi programmi radiofonici per Radio Dynamo, migliore radio web italiana del 2014. Finché i piccoli ospiti non si improvvisano anche registri ed attori di filmati girati durante i soggiorni a Dynamo.

Perché chi è sulla sedia a rotelle o ha nel suo corpo “un piccolo inquilino indesiderato”, coma ha detto una bambina malata di tumore, trova comunque la forza di afferrare un microfono e parlare davanti ad una telecamera. Video che ieri, proiettati a teatro, hanno reso l’idea, forse più di mille numeri. Nel 2014 Dynamo Camp ha ospitato oltre 1200 bambini - pensare che nel 2007, anno di fondazione, ne furono accolto solo 60! - e 190 nuclei familiari. A Dynamo, oltre i 45 dipendenti fissi, hanno lavorato quest’anno 61 dipendenti stagionali e 629 volontari oltre 100 richieste di volontariato respinte perché, ha detto Manes, “purtroppo non c’è posto per tutti”.

E siccome, “chi ha vissuto la malattia sa comprendere, forse meglio di ogni altri, chi è malato” dal 2014 sono diventati volontari dello staff Dynamo anche adolescenti, guariti o ancora malati, che in passato vi hanno soggiornato. Impresa sociale, dunque, la parola chiave per il futuro di Dynamo e … Pro Dynamo. Presto intatto Dynamo metterà a regime anche una società commerciale, che, sul modello Newman’s Own, attraverso la vendita di prodotti alimentari e di abbigliamento a marchio Dynamo ed una catena di Dynamo Caffè, raccoglierà profitti fa destinare al 100% a progetti non profit della Fondazione.