Vincenzo Manes

Filantropia: Vincenzo Manes fa il punto sulla Venture Philantropy

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Fondazioni 2009 i numeri, le esperienze, i modelli

FRONTIERE. Enzo Manes (Fondazione Dynamo) fa il punto sul nuovo modello filantropico VP, NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI

In questa intervista Vincenzo Manes spiega i principi della venture philanthropy e la sua differenza con la filantropia tradizionale.

Manes evidenzia come proprio la venture philanthropy rappresenti un modello operativo nuovo che sui tempi lunghi può portare risultati migliori rispetto alla filantropia tradizionale. La differenza sostanziale è che è un tipo di filantropia “attiva” che comporta un maggior coinvolgimento delle persone che la fanno, una gestione quasi aziendale e misurazione dei risultati. La venture philanthropy non si limita infatti all’immissione di capitali ma anche di competenze professionali e di capitale umano.

Le fondazioni “tradizionali” sono caratterizzate da un modello diverso di business; sono grant makers e hanno obiettivi diversificati. La venture philanthropy agisce invece su un bisogno specifico focalizzato, ristretto, sia per la limitatezza di mezzi sia per un organizzazione puntuale e precisa.

Manes, con la sua Fondazione Dynamo, è uno dei pochi finora in Italia ad applicare le regole e le logiche del venture capital al non profit: un investimento manageriale e finanziario che aiuta la non profit a definire il proprio piano strategico e a realizzarlo tramite il rafforzamento della struttura organizzativa, con l’obiettivo di massimizzarne i risultati di rilevanza sociale. È lui che ha importato in Italia gli Hole in the Wall Camps, i campi estivi fondati da Paul Newman per i bambini e ragazzi con patologie gravi e croniche, in terapia e nel post ospedalizzazione. Il Dynamo camp vedrà quest’estate la sua terza edizione.