Vincenzo Manes

Il contrasto politico che ostacola il rilancio degli stabilimenti di Barga

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La KME, multinazionale metallurgica della quale Vincenzo Manes ricopre il ruolo di presidente dal 2012, dopo un periodo di profonda crisi che ha quasi portato alla chiusura della fabbrica di Fornaci di Barga, ha presentato alla Regione Toscana e al Ministero dello sviluppo Economico un importante piano di rilancio da circa 70 milioni di euro.

Il progetto presenta i seguenti obiettivi:

  • Aumentare il tasso di occupazione
  • incrementare la produzione
  • Ridurre pesantemente le emissioni complessive
  • Creare un polo formativo per l’economia circolare (in stretta collaborazione con la Scuola S.Anna di Pisa)

Per rendere operativo il piano sarà fondamentale ridurre in maniera massiccia i costi dell’energia elettrica. Per conseguire tale scopo è stata garantita la costruzione di un autogeneratore di energia, al cui interno verranno bruciati gli scarti di lavorazione delle imprese cartiere limitrofe.
Si tratta di un progetto con un impatto estremamente positivo sull’ambiente in quanto risolverebbe allo stesso tempo l’annoso problema degli scarti dell’industria cartaria, uno degli aspetti più complessi degli ultimi anni per l’amministrazione regionale toscana.

Lo smaltimento degli scarti di lavorazione è diventato un problema decisamente urgente dopo che l’Unione Europea ha proibito l’utilizzo delle discariche. Essendo il polo cartario lucchese il principale distretto europeo di produzione di carta da riciclo dalla raccolta differenziata, se non verrà offerta alla KME l’opportunità di predisporre un impianto di smaltimento e termovalorizzazione, si corre il rischio di dover arrestare la crescita della carta differenziata.

Tuttavia, non appena sono circolate le prime voci circa le volontà della KME, è stato prontamente costituito un comitato, denominato “La Libellula”, al fine di ostacolare la realizzazione del termovalorizzatore. Il comitato è sostenuto da appartenenti a gruppi della sinistra radicale e dell’estrema destra, contrari all’installazione di impianti di trattamento rifiuti sul territorio, e guidato da Rossano Ercolini, nome storico dell’ambientalismo estremo. “La Libellula” non fornisce però un’alternativa concreta al problema delle discariche sul territorio, che verrebbero soppiantate dal termovalorizzatore KME.

La posizione delle istituzioni sul piano della KME

Gli abitanti della provincia lucchese hanno da sempre sostenuto fortemente il Partito Democratico nello specifico nella persona del senatore Andrea Marcucci, attuale capo gruppo del PD in Senato. Il passaggio di consegne con il candidato del centrodestra Massimo Mallegni, preferito nelle ultime elezioni, ha quindi rallentato il procedimento del piano KME che ha dovuto essere vagliato dalla nuova amministrazione.

Mallegni ha valutato positivamente il progetto della KME, mentre la Lega Nord ha mostrato un atteggiamento attendista, in attesa delle verifiche da parte delle autorità competenti. Verso una posizione contraria si è invece spostata la linea PD.
In un contesto così segmentato è complicato determinare i tempi di approvazione del progetto. Continuano a non essere chiare le ragioni per cui un progetto positivo come quello della KME (sia dal punto di vista ambientale che dell’occupazione) non possa coesistere con altre iniziative tese a sviluppare il riutilizzo dei materiali di scarto.

Il primo endorsement viene direttamente dall’Unione Europea che si è espressa molto chiaramente sulla trasformazione in energia dei rifiuti non riciclabili, dando il proprio benestare alla realizzazione di impianti di smaltimento che sostituiranno definitivamente le discariche.