Vincenzo Manes

Il progetto dell'imprenditore filantropo Vincenzo Manes convince gli abitanti di Limestre

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Gli abitanti tifano per Manes: un paese non più fantasma

Convince il progetto avviato dal finanziere-filantropo della fondazione Dynamo

CARLO BARDINI

LIMESTRE “It’s a magic place” (questo è un posto magico), così ha più volte definito la riserva agrofaunistica del gruppo Smi l’attore di fama internazionale Paul Newman, che mercoledì scorso ha fatto visita a Limestre. E forse di questa atmosfera magica ne risentono anche i limestrini, che si dicono entusiasti del progetto del filantropo Vincenzo Manes. E non poteva essere altrimenti, poiché Limestre, nell’ultimo ventennio di storia, periodi troppo floridi non li ha conosciuti davvero. “Ma come, a Limestre è venuto davvero l’attore americano tanto famoso?”. Lo sapevano tutti che sarebbe arrivato. Paul Newman. Ma quando il rombo dell’elicottero si è fatto sentire dal vicino San Marcello allora tutto è cambiato. È sembrata davvero una bella favola e la felicità è apparsa sui volti della gente. Se un attore così importante si è degnato di posare i piedi nel piccolo paese di montagna, vuol dire che all’orizzonte qualcosa di grosso si sta muovendo.

E Limestre tornerà a pulsare ripartendo proprio da quell’azienda agraria o da quella proprietà degli Orlando che tanti anni fa avevano portato il primo benessere. La gente racconta di un paese che, se descritto ad un quindicenne, rimane senz’altro incredulo. “A Limestre – racconta Gabriele Ferrari – c’erano la posta, il macellaio, l’asilo, il barbiere. Tutte attività che con la chiusura della fabbrica di Orlando hanno resistito poco. Pian piano il paese ha subito una metamorfosi strabiliante impoverendosi sempre di più, per raggiungere l’attuale stato di abbandono”. A Limestre, infatti, non è rimasto aperto nessun esercizio pubblico, se non quell’intramontabile bar emporio condotto prima dal padre e poi da lei stessa, Anna Zinanni, che è un piccolo raggio in un paese, che, anche se attraversato in automobile, dà l’idea di essere un po’ fantasma. “Non posso che essere contenta – dice Anna Zinanni -. Il progetto rappresenta una grande possibilità per il nostro paese di ritornare a quegli splendori degli anni passati che ormai, forse, sono solo nel ricordo dei più anziani. Quando la fabbrica era aperta, Limestre era un paese molto dignitoso e pieno di servizi. Negli ultimi anni, invece, è andato tutto degradandosi e nessuno si è impegnato molto per il suo rilancio. Questa è finalmente l’occasione giusta”.

“Mi ricordo – afferma Donato Donati – quando il villaggio di Limestre era strapopolato da persone arrivate da ogni dove per lavorare nella fabbrica degli Orlando. Limestre pullulava di gente, mentre ora è tutto fermo. Vedo certamente di buon grado questo progetto di Manes – aggiunge – perché penso che ne risentirà positivamente tutta la montagna, oltre al singolo paese di Limestre”.

Gabriele Ferrari spende parole favorevoli alla trasformazione del vecchio stabilimento nel villaggio di accoglienza per bambini malati, ma mantiene cautela. “Si stanno muovendo ancora i primi passi – spiega – e la strada è abbastanza lunga. Sicuramente, se tutto dovesse andare in porto, come mi auguro, per Limestre e per l’intero territorio sarebbe come la manna dal cielo”.

Anche la signora Lea Migliorini, che abita proprio accanto all’azienda agraria, è contentissima di questa. iniziativa e la giudica come “un nuovo polmone per il suo Limestre”.