Vincenzo Manes

L'impresa sociale torna in sella in Parlamento

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Potrebbe riprendere in questi giorni il suo cammino parlamentare la legge delega per la Riforma del Terzo settore.

Ad annunciarlo è stato ieri il sottosegretario al Welfare, Luigi Bobba, all'incontro organizzato dall'Università degli Studi di Milano Bicocca per discutere in particolare della revisione della legge sull'impresa sociale, che costituisce uno dei punti più qualificanti, e dibattuti, dell'intero impianto della riforma. “Il presidente della commissione Bilancio del Senato - ha detto Bobba comunicherà domani (oggi per chi legge, ndr) i pareri della sua commissione, coi quali sarà possibile poi procedere con la discussione nella commissione Affari Costituzionali, che è la commissione di merito, forse già domani stesso o mercoledì”.

A buon punto nella preparazione sono anche i decreti ministeriali, che potrebbero essere pronti a gennaio, che renderanno operative le misure di sostegno al credito per le imprese sodali deliberate ad agosto dal Cipe: 200 milioni di euro a valere sul Fondo Rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (Fri). “Un provvedimento - ha spiegato Bobba - con cui per la prima volta è stato creato un fondo di garanzia per agevolare l'accesso al credito di cooperative e imprese sodali (circa 15mila le realtà potenzialmente interessate, ndr), anticipando uno degli obiettivi della Riforma. Tra l'altro si riferisce a un ampio spettro di investimenti, anche immateriali, come quelli su formazione, consulenze, dotazione software”. Ora un orizzonte possibile a cui si guarda per la definitiva approvazione della legge delega, da cui poi inizierà la stesura dei decreti attuativi, è la primavera del 2016.

C'è attesa nei prossimi mesi anche per il lancio Fondazione per l’Economia sociale, a cui sta da tempo lavorando Vincenzo Manes, consulente pro bono del premier per il sociale. Su questo sfondo si è poi inserito nelle ultime settimane un nuovo elemento. Nel testo della Legge di Stabilità licenziato dal Senato, è stato approvato un emendamento che ha istituito in Italia le benefit corporation: imprese profit che inseriscono fra i propri fini statutari, oltre al profitto, l'impatto sociale positivo sulla collettività.

Ciò potrebbe produrre, nei confronti delle imprese sociali oggetto della Riforma, una sorta di “effetto spiazzamento”, ha affermato ieri l'economista Stefano Zamagni: “Con la Riforma del Terzo settore ci potrebbero essere interferenze, non di forma ma nella realtà sostanziale - ha detto il professor Zamagni - perché a livello operativo la convergenza sarà inevitabile: nella percezione del cittadino comune, ad esempio, dove sarà il discrimine tra impresa sociale e società benefit? Interventi di questo tipo vanno raccordati uno con l'altro, sarebbe opportuno calibrarli nell'ambito della Riforma”.