Vincenzo Manes

"Qua la Social Valley italiana"

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Sono 1.200 i bambini gravemente malati che nel 2014 hanno trovato sulle colline verdi di Limestre nell'appennino pistoiese un periodo di gioia spensierata come spetta a tutti i bambini ma che spesso a loro non tocca: tra le cure, pur necessarie e preziose, e i genitori comprensibilmente in apprensione.

Lo hanno trovato a Dynamo Campo, il primo Camp italiano di terapia ricreativa, nato sulle orme di quelli americani fondati da Paul Newman nel 2007, allo scopo di offrire gratuitamente ai ragazzini gravemente malati una settimana di allegria e vacanza come tutti gli altri bambini. Imparando a fare cose che mai si sarebbero immaginati di fare, spericolandosi in giochi, misurandosi in attività culturali e artistiche, in grande libertà ma anche sotto un controllo esperto e costante eppure leggero invisibile.

Una vacanza che cambia la vita, che regala ai ragazzi non solo la spensieratezza di un momento ma una nuova fiducia nella propria capacità di esistere. L'impresa è cresciuta finoo a più di mille bambini assistiti. E ancora 63 patologie, 190 famiglie accolte che anche loro hanno bisogno di attenzione, 74 ospedali e 50 associazioni di riferimento in Italia e all'estero, 45 dipendenti, 61 stagionali, 19 medici e 23 infermieri. Più 629 volontari e 2.978 sponsor tra singoli, imprese, associazioni, enti pubblici.

Sono i dati scaturiti ieri dall’”open day” di Dynamo davanti a duemila persone, ministra Boschi compresa e oggi festa aperta a tutti, dalle 11 alle 18,30. Numeri da impresa anche se il Camp è una onlus non profit. È appunto l'impresa sociale l'obiettivo che il fondatore di Dynamo, Vincenzo Manes, lancia, sognando che li, nella valle dove tra Dynamo e dintorni si fanno cinque milioni di fatturato l'anno, nasca “la Social Valley italiana”. Spiega: “Stiamo creando un nuovo modello di impresa con finalità sociale e economicamente sostenibile, con l'obiettivo di creare nuovi posti di lavoro e generare utili da destinare interamente a Dynamo. Ma stiamo anche lavorando per esportare questo modello e favorire l 'ispirazione di nuovi imprenditori “sociali”.

In modo, continua, “da aiutare l'economia italiana in crisi a rilanciarsi, produrre occupazione e riformare il welfare nazionale”. Il tutto aiutando gli altri. “Questa cosa di aiutare gli altri mi piace da matti”, è la gigantesca scritta sulla maglietta dei volontari di Dynamo. Mentre Manes annuncia il master in Imprenditorialità Sociale che sta per partire, fondato da Dynamo in collaborazione con la Fondazione Adriano Olivetti e in partnership con La Bocconi School of Management per formare altre persone che si dedichino all'impresa.

ILARIA CIUTI