Vincenzo Manes

Vincenzo Manes: "I 500 miliori per il terzo settore creano occupazione"

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Manes: ”I 500 milioni per il terzo settore creano occupazione"

Intervista
MARCO CASTELNUOVO

Alla conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha citato solo due persone: Renzo Piano, che lo aiuta sul piano scuola, e “il mio amico Enzo Manes” che gli ha suggerito il fondo per le imprese sociali, cinquecento milioni per il terzo settore: “il fondo per non toccare il fondo”, lo slogan di Renzi. Manes è presidente e amministratore delegato di Intek società quotata in Borsa, e un imprenditore sociale: è il papà del Dynamo Camp, campo di Terapia Ricreativa, attivo in Italia dal 2007, appositamente strutturato per bambini affetti da patologie gravi o croniche. “La mia ispirazione nasce da un'analisi della realtà. Io stesso sono stato ispirato da una visione che ho sia da imprenditore profit sia da imprenditore sociale”.

Arrivare lì dove lo Stato non riesce più ad arrivare.
“Non solo: è al tempo stesso un problema di coprire zone di intervento nel welfare e una soluzione conveniente per lo Stato perché costa meno”.

Stimola la crescita?
“Innanzitutto è un'impresa di tipo top down che va aiutata e sostenuta. Ed è anche una delle poche cose che servono per creare occupazione”.

Si basa molto sul volontariato.
“Bisogna smettere di pensare sia solo così. Dobbiamo aprirci alle nuove professionalità. Serve a creare nuova occupazione”.

Più delle imprese normali?
“Penso che investire nel terzo settore sia l'unico modo per recuperare i sette punti di occupazione che abbiamo perso in questi anni. Il livello della crescita italiana non produce occupazione semmai la mantiene”.

Troppo bassa la crescita per creare occupazione?
“Una crescita dello zero virgola non crea lavoro. In America lo ha fatto, era una crescita del 4% di Pil”.

Crede che bastino cinquecento milioni?
“Un fondo di 500 milioni per le imprese sociali funge da volano, ma soprattutto è una visione di un nuovo modello di società. Bastano, per ora. Poi si vedrà. Nel Regno Unito il progetto di
"big society" è cominciato con 600 milioni di sterline, che hanno funzionato da volano. Questo è il modo giusto di agire. Spinge a creare occupazione e a creare imprese. Funziona per i giovani ma invita anche i non giovani a mettersi in gioco”.