Vincenzo Manes

Terzo Settore

dalle imprese sociali e più in generale dall'economia sociale ci si deve aspettare un contributo rilevante in termini di creatività, di occupazione, di qualità dei servizi e di cura delle comunità

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Dynamo Camp

 

Il Terzo settore

Per coniugare iniziativa individuale e responsabilità collettiva occorre la collaborazione tra pubblico, privato e settori sociali. Quindi, anziché attendere che sia sempre lo Stato a fare qualcosa, nella visione di Enzo il Terzo Settore deve prendere l’iniziativa attivandosi autonomamente e mobilitando risorse private. Non per sostituirsi al pubblico, bensì per completarlo e per contribuire a generare un cambiamento profondo e duraturo. I cui benefici siano a vantaggio della società in generale. Contribuendo al tempo stesso a migliorare anche l’ambiente in cui aziende e imprenditori for profit svolgono la propria attività. Pubblico e Privato fianco a fianco come amici, realizzando una piena collaborazione.


La conseguenza di questo approccio al Terzo Settore è che il sociale viene considerato una risorsa per lo sviluppo del paese, anche dal punto di vista economico e occupazionale. In settori che vanno dall’assistenza socio-sanitaria alla educazione, dalla gestione di beni ambientali e culturali alla produzione di servizi di interesse generale, si apre quindi lo spazio per nuove imprese sociali, i cui profitti sono interamente reinvestiti nell’attività.

Fondazione Italia Sociale Albero

 

Fondazione Italia Sociale

Enzo ha fortemente voluto e lavorato all'ideazione e definizione della Fondazione Italia Sociale: una grande iniziativa finalizzata allo sviluppo dell’economia sociale attraverso risorse private. Lo scopo della Fondazione è promuovere la costituzione e la diffusione di strumenti, competenze e risorse, in prevalenza di privata e a carattere donativo, per realizzare quei progetti sociali che per dimensioni, impatto sociale e occupazionale trovano con difficoltà sostegno nell’ambito delle forme esistenti di finanziamento.

La Fondazione Italia Sociale - ispirandosi ad analoghi modelli internazionali che nell'ultimi anni hanno conosciuto un ampio sviluppo - rivolge in particolare il proprio sostegno a progetti di scala nazionale, di grande impatto sociale e occupazionale, che necessitano di un sostegno a lungo termine e senza finalità di lucro per raggiungere una autonoma sostenibilità economico-finanziaria.

Con una governance costituita dal presidente Vincenzo Manes e dai Consiglieri Andrea Sironi e Cristina De Luca la Fondazione è operativa ufficialmente dal dicembre 2017. Si tratta di una persona giuridica di diritto privato senza scopo di lucro, dotata di autonomia statutaria e gestionale. Vi possono aderire enti pubblici e privati, sia profit che nonprofit: i membri del comitato di gestione sono scelti tra persone di notoria indipendenza e competenza nei campi dell’imprenditorialità sociale, delle professioni, dell’accademia e di altre attività filantropiche. Il presidente Manes e i 2 consiglieri sono affiancati da 7 ulteriori membri in rappresentanza degli enti aderenti.

 

Cittadini e imprese alleati per promuovere il benessere sociale

Fondazione Italia Sociale opera attraverso la raccolta di fondi da realtà imprenditoriali e singoli cittadini, sulla base della legge costitutiva che le impone di utilizzare prevalentemente risorse finanziarie di fonte privata.

Viene quindi promossa la costituzione di fondi e il crowdfunding, anche insieme a soggetti terzi, raccogliendo donazioni e utilizzando strumenti di finanza sociale. Queste risorse sono interamente destinate, attraverso strumenti di partecipazione, prestito o garanzia, alla realizzazione di obiettivi di interesse generale: progetti sociali selezionati in base alla loro capacità di svilupparsi a lungo termine in realtà economicamente sostenibili e autonome.

Scopo ultimo della Fondazione è quindi quello di svolgere su scala nazionale una funzione di aggregazione e moltiplicazione di risorse dedicate a terzo settore e sociale.

 

Ultime news

Fondazione Italia Sociale: una Fondazione per il Bene Comune

Con la pubblicazione dello statuto in Gazzetta Ufficiale la Fondazione Italia Sociale non è più soltanto un’idea. Dopo un lungo percorso legislativo, intrecciato con la riforma del Terzo settore, il progetto prende finalmente avvio. L’Italia avrà, per la prima volta, uno strumento simile a quanto esiste in altri paesi, nei quali sollecitare l’uso di risorse private per affrontare problemi sociali è una priorità nazionale e non un compito affidato esclusivamente alla buona volontà dei singoli cittadini.

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Attenti al Tecno-ottimismo serve più inclusione sociale

L’ideologia della Silicon Valley non è solo affascinante, ma anche rassicurante. Saranno mercato e tecnologia a salvare la società. Interrogando i big data e mettendo al lavoro gli algoritmi dell’intelligenza artificiale si può trovare una soluzione a una grande quantità di problemi, anche con implicazione sociali. E’ questione solo di tempo, e neppure molto. La rivoluzione digitale promette di rendere obsoleto gran parte dell’armamentario di regole e strumenti che ancora ci trasciniamo dal secolo scorso. Saranno sempre più numerosi gli ambiti in cui i sistemi basati su tecnologie intelligenti potranno prendere decisioni più rapidamente e con minori condizionamenti (e possibilità di errore) di noi umani. Già avviene per funzioni che non credevamo possibile automatizzare, dalle diagnosi mediche alla guida autonoma.

Lasciamo dunque che il progresso tecnologico faccia il suo corso, non ostacoliamolo.

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L'academy sulle colline pistoiesi: E Manes con Dynamo fa scuola ai CEO

“Se fai del bene alla comunità dai del bene anche alla tua impresa”. Serena Porcari, presidente di Dynamo Academy, spiega così l’impegno sempre più diffuso in molte aziende rispetto al sociale. Un impegno che richiede anche preparazione: “Abbiamo aperto questa nuova attività per promuovere la cultura dell’impresa sociale attraverso servizi di consulenza e formazione rivolti alle aziende e alle istituzioni”.

Una cultura e un modello importato dagli States: nel 1999 la star hollywoodiana Paul Newman aveva dato vita al Cecp (Committee Encouraging Corporate Philanthropy) riunendo un gruppo di imprenditori sintonizzati su questa sua stessa lunghezza d’onda. Il network comprende ancora oggi oltre 150 rappresentanti di marchi aziendali di vai settori che tutti insieme rappresentazione un fatturato di 7 trilioni di dollari.

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